mercoledì 20 febbraio 2013

I giorni della fede coraggiosa e dell’amore alla Chiesa Grazie, Benedetto!


I giorni della fede coraggiosa e dell’amore alla Chiesa
Grazie, Benedetto!

di Bonifacio Mariani
Abbiamo vissuto gli istanti della primissima reazione: Impossibile. La immediata ricerca di conferme, la sorpresa, lo sgomento, il dispiacere. Benedetto ha veramente annunciato che lascerà.
Da tutto il mondo sale il moto della stima, del rispetto, del ringraziamento, del sostegno affettuoso, della preghiera. La conoscenza di Joseph Ratzinger, così come abbiamo potuto maturarla nel corso degli anni, ci permette di avere di lui una fiducia assoluta. Ha delle solide ragioni, che solo lui conosce. L’atteggiamento più giusto è quello di accogliere con piena convinzione le sue dichiarazioni. Forze che non ci sono più, amore della Chiesa.
La scelta è storica, inattesa, fuori di ogni realistica previsione. Impossibile, al momento, prevederne le conseguenze, coglierne tutta la pregnanza. Siamo cresciuti, nell’immediato post-concilio, tra molte difficoltà, cambiamenti, e per tanti ci fu l’aiuto dei suoi libri, una ricchezza inaspettata.
Con questa “familiarità”, liberi da ogni cliché di moda e da superficiali luoghi comuni, abbiamo potuto accogliere con gioia la sua elezione al soglio pontificio, aggiungendo ai forti sentimenti per Giovanni Paolo II il sorriso e il sollievo per questo grande successore.
Abbiamo seguito attentamente tutto quello che ha scritto, come una riserva per l’anima, come un magistero permanente da cui trarre orientamento, per alimentare la fede, per orientare la riflessione e l’azione pastorale. Abbiamo seguito le sue scelte, i suoi viaggi, la sua capacità di reagire con fede in ogni circostanza, con amore assoluto verso la Chiesa.
Tutto questo non cesserà. Fatta la rinuncia al ruolo di sommo pontefice, rimane l’uomo, lo studioso, il credente, il sacerdote, il vescovo emerito, l’orante.
Vivremo una nuova situazione, del tutto inedita: avremo un nuovo papa, l’unico papa, il nuovo vescovo di Roma, ma ci sarà ancora la presenza preziosa del vescovo emerito di Roma. La ricchezza nuova, il nuovo successore di Pietro, senza perdere irreparabilmente la presenza e il contributo di un padre, un prezioso compagno di cammino. Almeno finché le forze lo sosterranno e una buona salute vorrà conservalo a tutti noi.
Questa nuova situazione, in qualche modo, porta in primo piano e mette in risalto l’importanza della sede di Roma, del vescovo di Roma, e del suo ruolo per e nella Chiesa universale.
Gratitudine e affetto, dunque, per chi è stato presente e importante nel cammino della nostra vita, ammirazione per il coraggio dimostrato, ma soprattutto per la motivazione: il bene della Chiesa, che scaturisce da un amore maturo, totale, speriamo non velato da alcuna incomprensione. Amore per la Chiesa, di uno spessore e di una forza incalcolabili, persino incomprensibili per chi non ha pari amore, né pari donazione, né pari fede.
Nei prossimi giorni, nei prossimi mesi, conosceremo la nuova situazione creatasi nella Chiesa, potremo vederne e valutarne tutti gli aspetti. Ma adesso, con certezza, possiamo dire: Grazie, Benedetto!

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